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Rinnovabili da energia solare per l’utilizzo dell’energia solare come fonte energetica

Piano casa incrementi volumetrici con rinnovabili

Piano casa incrementi volumetrici con le rinnovabili

Approvato a fine novembre nuovo Piano casa: la legge regionale veneta prevede incrementi volumetrici con rinnovabili e bioedilizia.

Con la Legge regionale n. 32 del 29 novembre 2013 (pubblicata sul Bur n. 103 del 30 novembre 2013 ed in vigore del 1 dicembre 2013), la Regione Veneto ha prorogato la validità al proprio Piano casa fino al 2017, apportando al contempo alcune modifiche.

Con le nuove disposizioni, viene consentito l’ampliamento degli edifici esistenti fino al 20% del volume o della superficie e comunque fino a 150 metri cubi per edifici residenziali unifamiliari da destinarsi a prima casa. La percentuale del 20% può essere aumentata di un ulteriore 10% nel caso di utilizzo di tecnologie rinnovabili (anche già installate), di potenza pari almeno a 3 kW.

Nel caso di demolizione e ricostruzione degli edifici, sono previsti incrementi consistenti del volume o della superficie in almeno due occasioni:

• fino al 70%, qualora le tecniche di costruzione consentano all’edificio di raggiungere un livello di efficienza energetica corrispondente alla classe A;

• fino all’80%, qualora si utilizzino tecniche di bioedilizia previste dalla Lr 9 marzo 2007, n. 4.

Sia gli interventi di ampliamento che quelli di demolizione e ricostruzione possono essere realizzati “in deroga alle previsioni dei regolamenti comunali e degli strumenti urbanistici e territoriali comunali, provinciali e regionali, ivi compresi i piani ambientali dei parchi regionali (…)”.

Segnaliamo infine che la norma (art. 13) prevede la riduzione degli oneri concessori per i nuovi edifici ricadenti in classe A: tale riduzione è pari al 50% per i nuovi edifici residenziali e al 25% per i nuovi edifici adibiti ad uso diverso.

Queste sono solo alcune delle disposizioni previste dal nuovo Piano casa. Per tutti gli ulteriori approfondimenti, consigliamo di consultare la norma regionale la norma dal BUR del 30 novembre 2013).

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Agevolazioni per acquisto beni strumentali fotovoltaico mini-eolico cogenerazione

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 Agevolazioni per acquisto beni strumentali fotovoltaico mini-eolico cogenerazione

Partono le agevolazioni alle Pmi per l’acquisto di beni strumentali

Inclusi anche il fotovoltaico, il mini-eolico e la cogenerazione. Fino al 31 dicembre 2016 sono a disposizione finanziamenti di importo compreso tra 20.000 e due milioni di euro
01 Aprile 2014

Lo strumento introdotto con l’articolo 2 del Decreto legge “del Fare” n.69/2013, finalizzato a migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese che intendono investire in beni strumentali (detto anche “Beni Strumentali” o “NuovaSabatini”), riguarda anche chi fa investimenti in impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, in impianti di cogenerazione e in micro-generatori. In particolare, l’acquisto di un impianto fotovoltaico funzionale allo svolgimento dell’attività d’impresa è considerata spesa ammissibile alle agevolazioni. Sono ammissibili anche gli impianti di cogenerazione, di mini-eolico (ma non quelli “infissi al suolo”) e micro-generatori non dotati di autonomia funzionale e reddituale. Per la cumulabilità degli incentivi con l’agevolazione “Beni Strumentali” si dovrà fare riferimento ai limiti previsti all’art. 26 D.lgs. 28 del 2011 e ai regolamenti di esenzione applicabili al settore specifico.

Partono le agevolazioni alle Pmi per l'acquisto di beni strumentali

 “destinatarie del provvedimento sono tutte le realtà, operanti in tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, che realizzano investimenti (anche mediante operazioni di leasing finanziario) in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché investimenti in hardware, software e tecnologie digitali”. Unici settori eslcusi sono l’industria carboniera, le attività finanziarie e assicurative, la fabbricazione di prodotti di imitazione o di sostituzione del latte o dei prodotti lattiero-caseari. Inoltre, le Pmi devono avere hanno una sede operativa in Italia ed essere regolarmente iscritte nel Registro delle imprese; non devono essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali e non devono essere in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà.

Come dice la nota del ministero

La misura prevede la costituzione presso la Cassa Depositi e Prestiti di un plafond di risorse (fino a un massimo di 2,5 miliardi di euro, eventualmente incrementabili con successivi provvedimenti fino a cinque miliardi) che le banche e gli intermediari finanziari, previa adesione a una o più apposite convenzioni tra il ministero dello Sviliuppo, l’Associazione Bancaria Italiana (Abi) e Cdp, potranno utilizzare per concedere alle Pmi, fino al 31 dicembre 2016, finanziamenti di importo compreso tra 20.000 e due milioni di euro.
Non solo. L’iniziativa prevede anche la concessione da parte del Mise di un contributo in favore delle Pmi che copre parte degli interessi a carico delle imprese sui finanziamenti bancari. Lo stanziamento complessivo è pari a 191,5 milioni di euro per gli anni 2014-2021. Infine, il Decreto del Fare dà la possibilità di beneficiare del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, fino alla misura massima prevista dalla vigente normativa (80% dell’ammontare del finanziamento), sul finanziamento bancario, con priorità di accesso.

La misura prevede la costituzione presso la Cassa Depositi e Prestiti di un plafond di risorse

Cosa deve fare un’impresa per sfruttare questa opportunità? Il governo in questa occasione ha promesso una procedura snella. Per un’impresa è infatti sufficiente presentare alla banca, tramite posta elettronica certificata, un’unica dichiarazione-domanda per la richiesta del finanziamento e per l’accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge. Una volta che la banca ha adottato la delibera di finanziamento, il Mise procede a su a volta (“in tempi molto contenuti” si legge nella nota) alla concessione del contributo e a darne comunicazione all’impresa. L’erogazione del contributo è prevista al completamento dell’investimento autocertificato dall’impresa ed è effettuata in quote annuali secondo il piano di erogazioni riportato nel provvedimento di concessione.
Le imprese possono presentare le domande per la richiesta dei finanziamenti e dei contributi a partire dalle ore 9.00 del 31 marzo 2014. L’elenco delle banche e degli intermediari finanziari interessati ad aderire è disponibile nel sito dell’Abi. L’elenco è consultabile anche sul sito di Cdp. Ulteriori informazioni sono disponibili a questo indirizzo.

Fonte: http://www.energymanagernews.it/01NET/HP/0,1254,51_ART_157786,00.html
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Aumento dal 20% al 35% della quota di energia termica da fonti rinnovabili negli edifici

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ENERGIE RINNOVABILI

Conversione Milleproroghe, salta lo slittamento dell’obbligo di rinnovabili negli edifici
26/02/2014

Niente più slittamento per il rialzo degli obblighi di rinnovabili negli edifici. E’ questa una delle novità introdotte dalla Camera al disegno di legge di conversione del cosiddetto decreto Milleproroghe, il DL n. 150/2013,  approvato ieri da Montecitorio e che ora passa al Senato per il via libero definitivo entro il 28 febbraio.

Come i lettori ricorderanno , in sede di conversione del decreto era stato introdotto il rinvio dal 1 gennaio 2014 al 1 gennaio 2015 dell’aumento dal 20% al 35% della quota di energia termica da fonti rinnovabili negli edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti.

Ora, grazie a emendamenti presentati da M5S e Sel, e approvati dalla Camera, la proroga viene cancellata. Dunque si ritorna ai termini stabiliti dal D.Lgs. 28/11: gli edifici per i quali la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016 devono coprire con le rinnovabili il 35% della somma dei consumi di acqua calda, riscaldamento e raffrescamento, percentuale che salirà al 50% dal 1° gennaio 2017.

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Impianti termo idraulici e SOLARI da fonti rinnovabili SOSTENIBILI

La pompa di calore collegata ad un’impianto fotovoltaico , sfrutta appieno tutta l’energia del sole per ricavarne tutta l’energia che serve .

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Riscaldare in  inverno e

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La pompa di calore

infatti produce   calore e freddo con l’energia fotovoltaica dei pannelli solari  Clicca qui per vedere il catalogo delle pompe di calore !

Installazione impianto fotovoltaico

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impianto fotovoltaico installazione

Quando si installa un impianto fotovoltaico è importante l’orientamento che deve essere a sud oppure ad Est – Ovest con una inclinazione di 15°/30°

Il luogo di installazione deve essere privo di zone d’ombra e per questo è necessario valutare la presenza di alberi, edifici, canne fumarie o strumenti limitanti che, in base all’ora di irraggiamento, potrebbero poggiare la propria ombra sopra i moduli fotovoltaici;

L’analisi preliminare della zona di ubicazione dell’impianto dovrebbe considerare anche il peso maggiore della neve e l’azione del vento, fattore che limita sensibilmente la solidità dell’impianto;

Nel fotovoltaico, per ammortizzare al massimo i costi di un impianto è utile sfruttarlo il più possibile per l’ autoconsumo. L’autoconsumo è sempre il fattore di maggior risparmio perchè evita l’acquisto (sempre più oneroso) di elettricità dalla rete elettrica. Per un utente o per un’azienda che decide di installare un impianto fotovoltaico sul tetto del proprio edificio è dunque importante cercare di sfruttare al massim l’autoconsumo. L’autoconsumo ovviamente, per essere tale e per avere la massima efficacia, deve avvenire al momento della produzione dell’impianto fotovoltaico. Questo se non si usano batterie in grado di accumulare la corrente elettrica prodotta per utilizzarla al momento del bisogno, per esempio la sera o la notte.

Caldaia pellet e termostufa a cippato e legna

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Caldaia_pellet_cippato

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